Comune di Cossignano - Ombelico del Piceno

Nota bibliografica di storia locale

Nota bibliografica a cura di Mariano Malavolta
 
       F. Adami, De rebus in civitate Firmana gestis fragmentorum libri duo. Ex Bibliotheca D. Caesaris Ottinelli. Romae apud Ascanium et Hyeronimum Donangelos, MDXCI.
       L.A. Vicione, Ripatransone sorta dalle rovine di un castello etrusco, Ripatransone 1828, p. 165 e 186: origine prediale del toponimo.
       G. Porti, Tavole sinottiche di cose più notabili della città di Fermo e suo antico Stato, redatte sopra autentici documenti. Fermo MDCCCXXXVI [Tipografia arcivescovile del Bertolini]. – Alla pag. 27, nr. 32 si elenca Cosenianum fra i luoghi soggetti alla giurisdizione del vescovo di Fermo.
        F. Bruti Liberati, Seconda lettera sulle antichità rinvenute nella rinovata via Cuprense, Ripatransone [Iaffei], 1844, pp. 8 s.; Id., XVI Lettera sulla via Cuprense, Ripatransone [Iaffei], 1850, p. 5; Id., XXXIII Memoria sulla via Cuprense, Ripatransone [Iaffei], 1858, pp. 6-7: sul luogo del rinvenimento dell’iscrizione di Lucio Afranio.
        F. Ritschl, Priscae Latinitatis monumenta epigraphica ad archetyporum fidem exemplis lithographis repraesentata, Berolini 1862, tav. LXXXVI B: preziosa riproduzione del calco dell’iscrizione, ora irreperibile, di Lucio Afranio.
        Th. Mommsen, Corpus inscriptionum Latinarum, I, Berolini 1863, p. 175 nr. 601, cfr.  IX, Berolini 1883 p. 501 (premessa alle iscrizioni del territorio inter Asculum et Cupram) e nrr.  5275 [= I 601 = I2 752 con additamentum a p. 946] (iscrizione di Lucio Afranio, con gli aggiornamenti alla scheda del Mommsen pubblicati in seguito dal Lommatzsch, dal Degrassi e dal Krummrey), e 5318 (iscrizione di Cossinia Fortunata).
        G. De Minicis, Cronache della città di Fermo, Firenze 1870, per le notizie relative a Cossignano nella Cronaca di Anton de Nicolò.
        B. Borghesi, Oeuvres complètes, Paris 1872, vol. VII, pp. 484-486 (del 2 novembre 1844); pp. 520-522 (del 2 aprile 1845); vol. VIII, pp. 99-101 (del 1° giugno 1847): sui problemi posti dalla lettura dell’iscrizione di Lucio Afranio.
        L. Aubineau, La vie admirable du bienheureux mendiant pèlerin Benoit-Joseph Labre, Paris 1873, alle pp. 99-106 fornisce ampie informazioni sul passaggio del santo a Cossignano nel 1772, attestato anche da una targa di legno in una stanza al pianterreno della casa del Sig. Benito Novelli (già Marzi): “nell’anno 1772 s. benedetto giuseppe labre pellegrinando alla volta di loreto si fermò per varii giorni nella terra di cossignano e s’intrattenne per breve ora in questo vano allora officina di calzoleria col capomastro marzi nicola. Angelo marsi sacerdote a memoria del fatto pose questa lapide nell’anno 1898”. Le pagine dell’Aubineau sono interessanti anche per la testimonianza che forniscono su don Michelangelo Santucci, che procurò ospitalità al santo, chiedendogli qualche lezione di francese. Si tratta di quel don Michelangelo Santucci, fratello di Francesco Santucci, che conosciamo come fiero oppositore del progetto di restauro della chiesa prepositurale di S. Maria dalle lettere del proposto, don Angelo Maria Santucci, fautore ed esecutore del lavoro di ricostruzione.    
        G. Allevi, Offida preistorica, Ascoli Piceno 1883, p. 13 (sui rinvenimenti di manufatti dell’età della pietra), per i quali v. anche Lucidi.
        Regolamento [della] Congregazione femminile del SS. Rosario aggregata all’omonima V. Confraternita eretta in Cossignano. Ripatransone [Tip. R. Bagalini] 1897, pp. 11 (in sedicesimo) [posseduta dalla B.N.C. di Firenze].
        A. Speranza, Il Piceno dalle origini alla fine d’ogni sua autonomia sotto Augusto, I, Ascoli Piceno 1900, p. 352; I2, Ancona 1935, p.  321 con nota 5: ipotesi erudite sull’origine del toponimo.
        W. Schulze, Zur Geschichte lateinischer Eigennamen, Berlin 1904, p. 159: raccolta delle attestazioni del gentilizio Cossinius, dal quale derivò il toponimo.
        N. Pansoni, Boffe da Masse. XXIV sonetti in dialetto cossignanese con note storiche. La presa di Cossignano. A.D. 1370. 1a edizione. Ripatransone [Barigelletti] 1925, pp. 48.
        L. Serra, Itinerario artistico delle Marche, Roma 1921.
        La “Rassegna marchigiana” 1925-1926, a. IV, p. 185 (29): “Cossignano. – Chiesa dell’Annunziata. Freschi datati 1507, 1520, 1530. Torrioni di Porta Levante, sec. XIV”.
        G. M. Boccabianca, Cuprae Mons. Contributo alla storia della civilizzazione del Piceno, Ripatransone 1926, p. 83 nr. viii: si suggerisce che l’iscrizione di Cossinia Fortunata sia stata rinvenuta in un fondo posseduto nel territorio di Cossignano dalla famiglia ripana Capponi.
        R. Mariani, Fatti e figure nella storia della istruzione elementare in provincia di Ascoli Piceno. Notizie statistiche e documenti raccolti per ciascun comune. Ascoli Piceno [stabilimento della Società Tipo – Litografica] 1926, pp. 214-215.
        V. Dumitrescu, L’età del ferro nel Piceno fino all’invasione dei Galli Senoni, Bucarest 1929, pp. 3-6, 123, 149, 153: reperti di provenienza cossignanese da necropoli picene dei secoli VII-VI a.C., che si segnalano per la singolarità di alcuni oggetti di corredo funebre.
        N. Pansoni, Nozze [Li dieci chemmandamente de Die. Sonetti in dialetto cossignanese]. Montalto Marche [Tip. Sisto V] 1931, pp. 16.
        L. Wadding, Annales Minorum seu trium Ordinum a S. Francisco auctore. Editio tertia. Ad Claras Aquas 1931: preziose note sul cenobio francescano di Cossignano si trovano nel tomo III, p. 412; nel tomo V, p. 115; nel tomo IX, p. 224.
   L. Serra - B. Molajoli - P. Rotondi, Ministero dell’Educazione nazionale. Elenco degli edifici monumentali. XLII. Ascoli Piceno, Roma, Libreria dello Stato, 1936, p. 117.
  Inventario degli oggetti d’arte mobili delle province di Ancona e Ascoli Piceno, Roma 1936, pp. 242-243.
        Rationes decimarum Italiae nei secoli XIII e XIV. Marchia. A cura di P. Sella. Città del Vaticano 1950: sulle decime pagate dai clerici cossignanesi fra il 1290 e il 1299: pp.574, 586, 589.
        U. Rellini, s.v. Marche, in Enc. it. XXII (1951), p. 229: necropoli picene di Cossignano.
        G. Amadio, Toponomastica marchigiana, II, Ascoli Piceno 1953, p.81 s.
        C. Someda De Marco, Campane antiche della Venezia Giulia, Udine 1961, pp. 18-21 sul maestro fonditore Giovanni da Venezia, del quale a Cossignano si conserva un’altra campana, nella chiesa della B.V. delle Grazie, sicuramente proveniente da uno dei due fornici del campanile dell’Annunziata.
        Giacomo C. Bascapé, Sigillografia. Il sigillo nella diplomatica, nel diritto, nella storia dell’arte. Volume primo. Sigillografia generale. I sigilli pubblici e quelli privati. Milano [Giuffrè] 1969. – A p. 188 è illustrata la forma rotonda dei sigilli civici, fino al ‘500; a p. 194 si accenna alla categoria dei sigilli detti topografici: vedute di città incise con intenzioni veristiche, oppure stilizzate e ridotte a simbolo: una porta fortificata, una torre, un castello od altre figure alludenti all’indipendenza della città.
        C. Nicolet, L’ordre équestre à l’époque républicaine (312-43 a.C.). II. Prosopographie des chevaliers romains, Paris 1974, p. 767: sull’incertezza delle origini picene di Lucio Afranio.
        M. Malavolta, Iscrizione latina inedita di Cossignano (Ascoli Piceno), in “Epigraphica” 38 (1976) pp. 157-159 [= A.E. 1976, 196 = C.I.L. I2 3298a]: sull’iscrizione di P. Flavius P.l. Rufio e di suo figlio P. Flavius P. f. Rufus, a proposito della quale vale la pena di ricordare i toponimi Rufiano, lungo la riva destra del Tesino, nel territorio della vicina Castignano, e Rufiano di Ripatransone (uno dei tre castelli che parteciparono alla fondazione della città).
        M. Malavolta, Lydium laterum genus (nota a Vitruvio II 3, 1), in “Archeologia classica” 29 (1977) pp. 184-187 e tavv. XLVIII-XLIX: sugli incili di drenaggio nell’area del nuovo campo sportivo, nei pressi della Fonte Vecchia.
        M. Malavolta, La carriera di Lucio Afranio (cos. 60 a.C.), in Quinta miscellanea greca e romana, Roma 1977, pp. 251-303.
        M. Malavolta, Gli statuti del comune di Cossignano, in “La bibliofilia” 1978, a. 80, disp. 2°, pp. 171-176.
        M. Malavolta, Profilo di storia cossignanese (dalle origini alla metà del XV secolo), in Cossignano ieri. Antologia della mostra fotografica (14-18 agosto 1979). Edizione riservata alla Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, Roma 1980, pp. 7-16.
        L. Mercando - L. Brecciaroli Taborelli - G. Paci, Forme d’insediamento nel territorio marchigiano in età romana: ricerca preliminare, in Società romana e produzione schiavistica. L’Italia: insediamenti e forme economiche, a cura di A. Giardina e A. Schiavone, Roma-Bari 1981, p. 322 con nota 61; p. 346, nrr. 489-490.
        G. Baldelli, Insediamento e territorio nel basso Ascolano durante l’età del ferro, in “Dialoghi di archeologia” 1982, n.s., a. 4, fasc. 2, pp. 143-145: l’abitato piceno e le due necropoli coeve sono distintamente indicate nella fig. 2 a p. 145.
        G. Conta, Il territorio di Asculum in età romana, in Asculum II, 1, Pisa 1982, pp. 253-259 con note 391-400 e nrr. 237-241, figg. 142, 143 (sui resti di epoca romana); pp. 427 s., 433 e fig. 11 sulla strada Ascoli-Fermo per Cossignano-Carassai.
        L. Gasperini - G. Paci, Ascesa al senato e rapporti con i territori d’origine. Italia: regio V (Picenum), in Epigrafia e ordine senatorio (Roma, 14-20 maggio 1981) II, Roma 1982, pp. 213-228 sull’origine picena (cuprense) di Lucio Afranio.
        M. Malavolta, I Minori conventuali di Cossignano e la chiesa dell’Annunziata, in “1° Convegno sui beni culturali ed ambientali delle Marche” (Numana, 8-10 maggio 1981), Roma 1982, pp. 203-211.
        M. Malavolta, Il torrione di Porta Levante in Cossignano, in “Antiqua” 1983, a. VIII, nr. 1, p. 64.
        R. Tinelli, Problemi del territorio di Cossignano in età protostorica. Tesi di laurea. Università di Bologna, a.a. 1986-1987.
        A. Harder, Laut- und Formenlehre der Mundart von Ripatransone. Dissertation. Kiel 1988: tratta anche di particolarità morfologiche del dialetto cossignanese.
        G. Paci, Schede per l’identificazione di antichi predii in area picena, in GEWGRAFIA. Atti del Secondo Convegno Maceratese su Geografia e Cartografia antica (Macerata, 16-17 aprile 1985), a cura di P. Janni e E. Lanzillotta, Roma 1988, pp. 182 sg. e fig. 3 alla tav. I.
        Architettura fortificata nelle Marche. Mura torri rocche castelli. Cinisello Balsamo [Silvana Editoriale] 1985, p. 160 sg., figure 80-85.
        Cossignano e le sue chiese, Centobuchi 1992: sulle chiese cossignanesi e la loro storia.
        P. Fortini, Cupra Maritima: aspetti di vita economica attraverso la documentazione storica ed archeologica, in “Cupra Marittima e il suo territorio nell’età antica. Atti del Convegno di studi” (Cupra Marittima, 3 maggio 1992) a cura di G. Paci. Tivoli 1993 [Picus. Supplementi. II], p. 83 con nota 3: “l’ager [di Cupra] si estenderebbe a N fino al fiume Aso, a S fino al torrente Acquarossa comprendendo gli attuali centri di Montefiore dell’Aso, Massignano, Cupramarittima, Grottammare, Ripatransone; incerti i limiti W. Secondo [il Mommsen] C.I.L. IX pag. 501 apparterrebbe forse a Cupra Marittima anche Cossignano; contrariamente Conta 1982, p. 85 s. ritiene Cossignano e Carassai parte di Asculum; Mostardi 1977, pp. 151 s. estende l’area ai comuni di Pedaso, Campofilone, Carassai, Cossignano e forse di Acquaviva Picena ed Offida. Offida sarebbe pertinente ad Asculum (Conta 1982, p. 87), Acquaviva rientrerebbe nell’ambito di Castrum Truentinum; al riguardo G. Paci, Acquaviva Picena, in “Picus” II, 1982, 254-260, solleva qualche dubbio”.
        E. M. Beranger, Archeologia e cultura nel comprensorio cuprense attraverso le carte dell’Archivio Centrale dello Stato, in “Cupra Marittima e il suo territorio nell’età antica. Atti del Convegno di studi” (Cupra Marittima, 3 maggio 1992) a cura di G. Paci. Tivoli 1993 [Supplementi di “Picus”. II], p. 264 sg. nr. 53: si pubblica il testo di una lettera del soprintendente Giuseppe Moretti, nella quale si fa cenno alla gita per un saggio di scavo a Cossignano [1924].
        G. Paci, Fasti cuprensi ed origine della città romana di Cupra Marittima, in “Cupra Marittima e il suo territorio in età antica. Atti del Convegno di Studi” (Cupra Marittima, 3 maggio 1992), a cura di G. Paci, Tivoli 1993, p. 79, sul ruolo presumibilmente svolto da Lucio Afranio nella assegnazione ai veterani di Pompeo di lotti di terreno dell’ager Cuprensis.
        G. Baldelli, L’età del ferro nel retroterra sambenedettese: Acquaviva Picena, in “Archeologia nell’area del basso Tronto” (San Benedetto del Tronto, 3 ottobre 1993), a cura di Gianfranco Paci [Supplementi di “Picus”. IV], 1995, p. 51 fig. 1: il comprensorio dell’insediamento piceno di Cossignano nel VI secolo a.C. è facilmente individuabile, anche se non è esplicitamente indicato nella didascalia, nella carta pubblicata dallo stesso Autore nell’articolo sopra citato.
        C. Delplace, La romanisation du Picenum: l’exemple d’ Urbs Salvia, Rome 1993, pp. 119 sgg., nrr. 188-191 con note 423-426.
        R. Perazzoli, Carmine Galanti, dantista e poeta latino, Verona [Gabrielli Editori] 1993, voll. I-II, di pp. 236, 456.
        G. Paci, Considerazioni storiche sul territorio compreso tra i fiumi Aso e Tesino, in “Archeopiceno” I-II, 1993-1994, nr. 4-5, pp. 4-6.
        A. Virgili - R. Cacciamani, Testimonianze romane nel territorio piceno compreso tra i fiumi Tesino ed Aso, in “Archeopiceno” I-II, 1993-1994, nr. 4-5, p. 11, nr. 71-80: sui resti del pilastro in opus caementicium sul Colle di S. Francesco, inglobati nella casa Marchionni (già Vagnoni), a proposito del quale non va dimenticata la circostanza che su quello stesso colle sorgeva un convento di S. Francesco, distrutto dai Fermani nel 1388.
        W. Scotucci – P. Pierangelini, Vincenzo Pagani, Fermo 1994 (ristampato nel 1997). – Interessano Cossignano le pagg. 22, 39, 80 sg., 113, 141, 195 sg. con nr. 59, p. 210.
        Fonti archivistiche per la storia della comunità di Rotella. Secoli XIV-XVI. Trascrizione e regesto di documenti dell’Archivio di Stato di Ascoli Piceno, a cura di Laura Ciotti e Valter Laudadio. Negarine di San Pietro in Cariano, 1995. – Contiene registrazioni della partecipazione cossignanese al palio di Ascoli: il castrum Cosignani appare nel documento pubblicato a p. 123 sgg., nr. 3, del 5 agosto 1484, e ancora in quello pubblicato a p. 125, nr. 4, del 5 agosto 1439, dove si registra la consegna del palio di Cosignanum effettuata per Ciccum Joannis Pape syndicum.
        D. Pacini, Istituzioni e insediamenti medievali nel territorio di Ripatransone, in “Studia picena” 1995, vol. LX, p. 79. – Interessante l’osservazione secondo la quale “La diocesi di Fermo si caratterizza come una delle suddivisioni interne al ducato spoletino, grazie anche all’ampliamento dei confini diocesani tra VI e VII secolo, con l’assorbimento delle diocesi già legate a municipi o ad altri centri amministrativi romani, compresa verosimilmente la diocesi di Cupra, della quale non si hanno notizie certe, ma che a nostro avviso sarebbe stata fra le prime a scomparire, forse in seguito alla distruzione della città operata da Leutari”.
        M. Malavolta, I trovamenti preistorici e protostorici in Cossignano e l’Antiquarium “Niccola Pansoni”: vicende della collezione, saggio d’inventario e carta archeologica del territorio, in “Archeopiceno” 1996, a. 4, nr. 15-16, pp. 6-15: i materiali che hanno formato la raccolta dell’Antiquarium provengono da una privata raccolta di antichità, appartenuta a Niccola Pansoni (1882- 1932), cultore di storia locale e poeta nel vernacolo, che ne aveva costituito il primo nucleo con il materiale proveniente da rinvenimenti casuali e dallo scavo eseguito nel 1924 dal soprintendente Giuseppe Moretti in località Mongarda (contrada Peschiera), donata al comune di Cossignano dalla figlia del Pansoni nel 1981 e arricchita dal recupero di superficie effettuato fra il 1975 e il 1981, soprattutto nell’area della necropoli in contrada Colle, dal locale Archeoclub: è appena il caso di ricordare la circostanza - che certamente non  fa onore alla Comunità, che anzi su questa propensione ai più vili furti viene chiamata a riflettere - della breve vita dell’Antiquarium, svuotato dai soliti ignoti ladruncoli nel febbraio del 1982.
        L. Lelli, Giacomo Bonfini da Patrignone, in “Archeopiceno” 1997, a. V, nr. 17-18, specie le pp. 32-35 con la proposta di attribuzione degli affreschi dell’Annunziata a Giacomo Bonfini da Patrignone (vissuto fra il 1470 e il 1552), figlio dell’umanista Antonio. Sono da correggere le sviste relative alle epigrafi dipinte in margine al S. Rocco (che reca: opus dedicatum divo Roccho a Laudadeo voto et devotione mcccccxxx) e al S. Giuseppe (commissionato da una madonna Chaterina Lelija, e non Zelija, come riportato dalla quasi omonima Autrice).
         Esculum e Federico II: l'imperatore e la città: per una rilettura dei percorsi della memoria: atti del Convegno di studio svoltosi in occasione della nona edizione del "Premio internazionale Ascoli Piceno", Ascoli Piceno, 14-16 dicembre 1995. A cura di Enrico Menestò. Spoleto, 1998, p. 292, su Enrico da Cossignano, considerato pestilens da Gregorio IX e dunque sostituito nel ruolo di abate di Farfa [da controllare].
        R. De Angelis, Un esempio della cosiddetta “porta del morto” nell’abitato di Cossignano, in “Archeopiceno” 1998, a. VI, nr. 21-22, pp. 42-44: sulla casa quattrocentesca in via donna Orgilla 61, attualmente di proprietà della famiglia Malavolta, in precedenza appertenuta ai fratelli Damiani (verso la fine del XVII secolo), poi al Curzi (“mesuratore della comunità”) e quindi alla famiglia Giacobetti, ad Argemirro Vagnarelli, ad Artemisia Travaglini).
        G. G. Fagioli Vercellone, s.v. Galanti, Carmine, in “Dizionario biografico degli Italiani” 51, Roma 1998, pp. 336-338.
        M. Malavolta, Alle origini della comunità cossignanese: dall’insediamento piceno all’integrazione nello Stato romano, in “Archeopiceno” 1998, a VI, nr. 23-24, pp. 28-32.
        M. Malavolta, Cossignano. Lineamenti storici, in M. Mauro, Castelli rocche torri cinte fortificate delle Marche (I Castelli dello Stato di Ascoli). Vol. IV, tomo primo, Ravenna 1998, pp. 357-362.
 M. Malavolta, Cossignano (AP), in “Picus” XIX, 1999, pp. 379-385.
E. Lucidi, Recupero di superficie di manufatti litici in Cossignano (A.P.), in “Picus” XIX, 1999, pp. 320-323.
Atlante dei Beni Culturali dei territori di Ascoli Piceno e di Fermo. A cura di Giuliano de Marinis, Gianfranco Paci. Ascoli Piceno, 2000. – Contiene cenni su Cossignano alle pp. 143 e 146 e una carta illustrativa del diverticolo della Salaria passante per Cossignano (fig. 240 a p. 146; p. 251), oltre ad una breve descrizione, curata da Maria Palestini, dell’Antiquarium comunale “N. Pansoni” (pp. 180-181, con la fig. 315, a p. 181, che illustra un campione di reperti provenienti dalle necropoli picene).
        L. Girolami, San Vito di Cossignano. Una pieve emergente dalle tracce del paganesimo, in “Archeopiceno” 2000, a. VIII nr. 31-32, pp. 10-14.
        D. Pacini, Per la storia medievale di Fermo e del suo territorio. Diocesi, ducato, contea, marca (secoli VI-XIII). Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, Fermo 2000, pp. 587 (“Fonti per la storia fermana”).
        Gianluigi Spaziani, L’organo ad Ascoli Piceno dal XV al XIX secolo. Capitoli di storia organara ascolana ricostruita attraverso i documenti d’archivio e gli strumenti superstiti. Stamperia dell’Arancio [Media Print 2000, Grottammare] 2001: alla p. 64 l’organo dell’Annunziata di Cossignano compare nell’elenco degli organi Paci; nella postilla alla successiva p. 66 si annota che l’organaro ascolano Giuseppe Ciaberri “restaurò in data imprecisata, compresa fra il 1803 e il 1825, l’organo della chiesa dell’Annunziata in Cossignano”, e si cita l’opuscolo redattoda Mons. Adamo Mercuri, Cossignano e le sue chiese, p. 71 [che però si riferisce all’organo di S. Maria Assunta].
        M. Cameli, Le chiese dedicate a san Savino nell’Italia Centrale: l’esempio di Fermo, in “I percorsi della fede e l’esperienza della carità nel Veneto meridionale”. Atti del Convegno (Castello di Monselice, 28 maggio 2000) / a cura di Antonio Rigon. Padova [Il Poligrafo] 2002, pp. 43-79; v. soprattutto la p. 66 con le note 60-62, sulla chiesa di S. Savino ipoteticamente collocata fra i territori di Cossignano e Ripatransone.
        E. Mandolesi - A. Ferrero, Piazze del Piceno. Roma [Gangemi] 2001, pp. 105-108, con l’analisi del modello urbanistico della piazza-salotto di Cossignano.
        R. De Angelis, Le fonti araldiche del comune di Cossignano, in “Archeopiceno” 2001, a. IX, nrr. 33/34, pp. 35-39.
        Le ville del Piceno. Cinisello Balsamo [Silvana Editoriale] 2001, pp. 134-135 (la scheda sulla Villa Trocchi è curata da Adele Anna Amadio); altri cenni si trovano alle p. 57, 58, 92, 183.
        R. Bernacchia, Incastellamento e distretti rurali nella Marca anconitana (secoli X-XII), Spoleto 2002, pp. 378 sg., cfr. p. 267, 286, 462, 473.
        M. Malavolta, San Paolo di Cossignano, dentro e fuori le mura, in “Archeopiceno” 2002, a. X, nrr. 35-40, pp. 60-65. [poi ripubblicato col titolo]  S. Paolo di Cossignano, dentro  e fuori le mura. Cossignano, 2003. Nella ricorrenza del settimo centenario della dedica della campana della torre civica (A.D. 1303). Estratto da “Archeopiceno”, in edizione riveduta e corretta. Roma (Aracne) [finito di stampare nel 2004], pp. 34.
        L. Girolami, La fedeltà di Smerillo al simbolo storico delle origini comunali, in “La comunità di Smerillo nelle fonti archivistiche”, Negarine di San Pietro in Cariano 2004, p. 418 sgg., dove si annota che l’esempio cossignanese dello stemma civico sulla campana del 1303 è la più antica attestazione dell’impiego di un sigillo di un castello autonomo della provincia. La successiva omologazione, con l’aggiunta delle insegne della Santa Sede quae sunt claves concessae beato Petro Apostolo vicario Iesu Christi (le chiavi decussate), è dovuta ad una imposizione dell’Albornoz del 1356 a tutte le terre immediate subiectae elencate nelle Constitutiones.
        Le “antichità” di Cossignano nel Piceno, a cura di M. Malavolta, Roma [Aracne] 2004. - Contiene le relazioni presentate all’Incontro culturale di storia antica promosso dal Comune, che ha avuto luogo nella Sala consiliare l’8 agosto 2004: I culti dell’ager Cuprensis in età romana, di Tiziana Capriotti, pp. 11-28; Storia antica e antiche storie di Cossignano, di Mariano Malavolta, pp.29-40.
        D. Capponi, Offida Ripatransone Cossignano, Ascoli Piceno [Otium Edizioni. Pier Luigi Paoletti editore] 2007, pp. 70-94.
        E. Ciabattoni, Anton Nicola Bernabei da Cossignano (1652-1725), in “Archeopiceno” 2007, a. XV, nr. 45-46, pp. 31-38.
        V. Laudadio, Cossignano e i suoi documenti medievali, Roma [Nuova Cultura] 2008, pp. 1-295.
        La chiesa dell’Annunziata, Acquaviva Picena [Fast Edit], 2010, pp. 72, che contiene gli interventi svolti in due distinte giornate: quella del 26 aprile 2009: “Storia, restauro e opere della chiesa dell’Annunziata” (Roberto De Angelis, Saluto del Sindaco, pp. 11-12; Mariano Malavolta, Le molte vite dell’Annunziata, pp. 13-18; Antonella Cosignani, Intervento di recupero, restauro e miglioramento della chiesa dell’Annunziata, pp. 19-29 ; Benedetta Montevecchi, I dipinti e gli altari nella chiesa dell’Annunziata, pp.31-43); quella del 24 aprile 2010: “L’organo dell’Annunziata” (Roberto De Angelis, Saluto del Sindaco, pp. 49-50; Mariano Malavolta, Introduzione ai lavori, pp. 51-52; Mauro Ferrante, Vincenzo Paci, “organaro di ben alta rinomanza” e l’organo dell’Annunziata di Cossignano, pp. 53-59; Mauro Ferrante – Michel Formentelli, Scheda descrittiva dello strumento. Il restauro, pp. 61-69).
        B. Montevecchi, I dipinti e gli altari nella chiesa dell’Annunziata a Cossignano, in “Archeopiceno” 2010, a. 18, nr. 51-52, pp. 23-31 [edizione separata del contributo al volume sopra citato].
        A. Salvi (O.F.M.), Iscrizioni medievali nel territorio ascolano. Documenti epigrafici con relative note storiche. Roma 2010, pp. xiv, 292 con 15 figure e 58 tavole. – Illustra le epigrafi delle campane più antiche ed è prezioso per gli importanti documenti d’archivio relativi alla storia di Cossignano, cui sono dedicate 16 pagine (pp. 79-95). Alle pagine 213 sgg. Si possono leggere notizie su Giovanni di Francesco da Venezia, il fonditore delle campane storiche dell’Annunziata, e il testamento del campanaro, conservato nell’Archivio di Stato di Venezia.
        M. Malavolta, Cassero, qasr, castrum. Destrutturazione del limes e medioevo nostrano, in M. Malavolta, Fra Antichità e Storia (conferenze 2006-2012), Roma [Universitalia] 2013, pp. 131-147.
 
         Notizie giornalistiche di rinvenimenti archeologici, redatte per lo più da Niccola Pansoni (negli anni fra le due guerre) in “Il Messaggero” 18 giugno 1921; “Il Giornale d’Italia” 15 dicembre 1923 (nel quale si menziona il materiale di provenienza cossignanese esposto nella “vetrine nr. 5802” del Museo di Ascoli Piceno); “La Tribuna” 10 maggio 1924; “Il Giornale d’Italia” 11 maggio 1924; “Il giornale di Ascoli” 15 maggio 1924; “Il Giornale d’Italia” 12 settembre 1928 (con la notizia del ritrovamento, in via Borgo, e la trascrizione, assai confusa, del testo dell’iscrizione di P. Flavius Rufio);  “Il Popolo di Roma” 2 maggio 1930; notizie più recenti si trovano nelle cronache locali “Il Messaggero” 18 agosto 1981; “Resto del Carlino” 27 agosto 1981; “Il Messaggero” 18 aprile 1986 (cronaca locale di Giulianova-Roseto).
        Un discreto numero di antiche foto relative a Cossignano può reperirsi nella rete digitando nella stringa di ricerca di Google i nomi di altrettanti set di Flickr:
 
cossignano album
cossignano album portfolio
cossignano scomparsa
cossignano e i malavolta (amministrato da orarossa)
verycossignanese (è un blog)