Comune di Cossignano - Ombelico del Piceno

Personaggi  illustri  onorati  nella  toponomastica.

 
A cura di Eligio Ciabattoni
 
In ordine cronologico:
 
Largo Lucio Afranio. Dedicato al più fidato degli amici di Pompeo Magno, divenuto console nel 60, poi governatore delle province spagnole, eliminato dai Cesariani dopo la battaglia di Tapso nel 46 a.C., più volte ricordato da Cicerone nella corrispondenza con l’amico Attico.
 
Largo d’Enrico. Ricorda il potente abate di Farfa Enrico da Cossignano. Dopo essere stato podestà di Montelparo (nel 1222) egli divenne abate del feudo imperiale nel 1229. Personalità di grande prestigio, svolse importantissimi ruoli nelle vertenze giurisdizionali, spesso in contrasto con la Santa Sede, fino alla scomunica da parte del papa Gregorio IX nel 1234. Riabilitato ad opera del card. Egidio Torres,  morì nel 1241.
 
Largo Gualtieruccio. Gualtiero o Gualtieruccio da Cossignano fu un celebre condottiero del XIV sec.; aveva militato a Roma prima al seguito di Cola di Rienzo, poi del  papa Urbano V contro i Visconti di Milano (1366). Ferito in battaglia, volle tornare a Cossignano per curarsi meglio; in seguito divenne castellano di Arquata, dove morì durante la difesa della rocca assediata dal duca d’Atri.
 
Via Ser Balduzio. La storia fatta sui documenti ricorda Rinaldo di Balduzio castellano nel 1370 (questo il suo nome), quando il castello fu espugnato da Boffo da Massa, ma gli eroismi del personaggio in questione sono frutto della fantasia di Niccola Pansoni, poeta nel vernacolo, che se ne servì per dare colore al suo componimento dialettale.
 
Via Donna Orgilla. Lo stesso può dirsi per Donna Orgilla, che nel sopra citato poemetto (pubblicato nel 1925) è l’eroica moglie di Ser Balduzio, divenuta nella fantasia del nostro poeta la “Lucrezia di Cossignano”, quasi a dimostrare il successo e la popolarità degli antichi miti della romanità riesumati come esempi intramontabili della patria virtù (operazione già in parte avviata dalla monarchia sabauda per la sua politica coloniale).
 
Largo Beato Alberto Bonanni. Ricordato già in uno scritto del Civalli (ripubblicato dal Colucci in un tomo delle “Antichità picene”, ma composto verso la fine del XVI secolo), è menzionato anche in un martirologio francescano e sarebbe vissuto nel XV secolo, deposto a  Morrovalle, ma se ne ignorano i dati biografici precisi.
 
Via Cimicone. Ricorda Giovanni Battista Cimicone, dotto giureconsulto nativo del luogo, che insieme con Crispolto Mecozzi e Berardino Massetta (anch’essi di origini cossignanesi) curò la redazione degli Statuti della comunità riformati nel 1581 e dati alle stampe nel 1584.
 
Via Antonio Nicola Bernabei (1652-1725). “Da Cossignano nel Piceno - Filosofo e medico nell’alma città di Roma” (come si legge nel frontespizio della sua “Dissertazione delle morti improvise”, Roma 1708). Laureatosi in medicina a Fermo, si specializzò a Padova, indi esercitò la professione in varie località (Sezze nel Lazio, Roma, Fano, Rieti, infine Ascoli ). A Roma entrò in amicizia con mons. Rota e mons. Lancisi, l’illustre medico di papa Clemente XI. A Cossignano terminò la sua vicenda terrena a 73 anni.
 
Piazza Gian Domenico Santucci (1696-1765). Dapprima vicario generale e capitolare a Montalto, poi vicario generale e apostolico a Subiaco, infine vescovo di Acquapendente e Montefiascone nel 1758, su nomina del papa Clemente XIII (1758-1769). Il suo stemma venne inserito dalla popolazione festante nella sala consiliare. Ormai malato, volle tornare a concludere la propria vicenda terrena nel paese natale.
 
Largo Carmine Galanti (Cossignano 1821 - Ripatransone 1890): sacerdote di notevole cultura, canonico, teologo della cattedrale di Ripatransone, insegnante di filosofia e matematica presso il Seminario Vescovile per 22 anni, grande studioso di Dante Alighieri (“Vixi aliqua ut Dantis comoedia luce niteret et minus infelix mihi vita fuit”), latinista raffinato, compose innumerevoli elogi funebri ed iscrizioni cimiteriali (Cossignano, Ripatransone, Fermo, ecc.); ha lasciato anche armoniosi versi latini.
 
Via Gaetano Passali. Chimico valentissimo e farmacista, nel 1872  fu  fra i fondatori del Collegio Farmaceutico Italiano. Fu sindaco di Cossignano dal 1876 al 1895, insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Corona d’Itala per meriti politici. Come liquorista insuperabile, fu premiato in varie esposizioni nazionali ed internazionali (Londra 1870, Parigi 1872, Vienna 1873, Fermo 1874, Torino 1874, Perugia 1901).